lunedì 28 giugno 2010

E quando non sai più dove sbattere la testa, è ora di ballare.


Dio dopo aver creato tutto il male del mondo, si sentì un po' in colpa e decise di fare un regalo ai poveri stronzi che ci cascavano dentro in pieno. Fu così che nacquero le feste gay e la techno.

sabato 26 giugno 2010

Tonight, i'm not a rock'n'roll star.

Niente da fare, il destino mi odia.

Non sei riuscito neanche a rispondere a un semplice "Che c'è?!Perchè sei sparito?!" (visto che la mail straziante hotmail aveva ben pensato di rimbarzarmela indetro, l'ho accorciata fino all'estremo, che non era pù che un "perchè sei sparito?").

Tu puoi cancellarla senza problemi, che tanto il destino ce l'ha con me e tu sei salvo.
Sono anche andata a abitare dall'altra parte di Berlino per evire il destino, ma non c'è un cazzo da fare.
Anche qui riesci a farmi male senza neanche accorgertene; mi passi così vicino che riconosco il tuo odore, tra un diffuso puzzo di fritto e kebab. Ma tanto, tu non te ne sei neanche accorto. Nè la prima, nè la seconda volta.

Con tutto il tuo scazzo addosso, con il cane a seguito.
Quello scazzo che pare che tu abbia sempre avuto; ma io questo l'ho scoperto solo dopo 3 mesi che ti conoscevo, che con me sorridevi sempre.

Ma che importa. Ormai, non importa più niente, che peggio di così non può andare.
Scheiße.

martedì 22 giugno 2010

E l'ultima mail, di una me sempre più patetica, è stata mandata.

How you can share with me a pillow, how can you cover me while we're sleeping, but never tell me the true?
I'm suffering for nothing, because I'm suffering for you. And you are someone who doesn't exist in my life right now.

It's a fucking bad period in my life, even if you don't know it, that I need you be honest. Ok, that's quite probably that I'm coming crazy, of course, but really I cannot image to spend the rest of my life without see you anymore. It could be something like “not to live at all”.
I know that there's an ocean between as, I'm not stupid. But all I'm asking you is just to let me know how you feel. 'Cause I always wonder about what you're doing and I feel lost without know it..it sounds stupid, but now, I'm not able to do nothing else except this. I can’t do anything except be in love with you and all I do is miss you.
Look, I'm not asking you what's wrong in me cause I know that i'm only a shit, but now you perfectly know what there's in my mind. I'm also quite sure that you could were not really so interesting in it. But at this point also “I don't give a fuck, shut up” could be enough as answer.
At least, say this. Because these silences kill me.

Insegnatemi ad odiare.


Come si capisce che una relazione è finita? Sembra una domanda facile, ma io proprio non lo so.
Perchè che lui si faccia o meno sentire, io continuo a pensarci.
Perchè anche se all'altro ho scelto di difendere l'onore dell'amicizia, continuo comunque a vederlo.
Come si fa a sapere che è finita? Ce lo si dovrebbe dire, non vedo alternativa. Però per dirlo bisogna pur saperlo se per noi è o meno finita. Perchè io ora vorrei anche dirlo, al punk.
Ma lo direi solo per provocazione.
E quando ho chiesto all'altro chi volesse di noi tre, l'unica cosa che mi ha detto è stata "Troppo complicato per spiegarlo in inglese". Stupida io a chiederlo, chiaramente.
D'altra parte, per quanto non mi ricordi quali scuse i miei compaesani usassero, di risposte a domande del genere, non ne ho mai avute.

Fino a qualche giorno fa credevo che una volta che il male fosse più forte del piacere (anche solo il ricordo di un piacere, anche solo l'accenno di un sorriso), la relazione poteva dirsi finita. Già allora sapevo che serviva del tempo per capire e accettare che fosse così. Ma io mi sento di stare superando ogni limite.
Una dsperazione del genere non la voglio addosso. E la cosa più tremenda è che non ho idea di come liberarmene, non so su cosa scaricarla. Non esiste altro, nella mia testa. Non esiste altro che lui.
Anche l'altro è solo un capriccio. Con lui, non saprei cosa farci.
Ma Jean cazzo, Jean il punk, è un'altra faccenda. Talmente "altra" che io non ho idea nemmeno di come tenerla tra le mani, nella testa, nel cuore. Ovunque lo metto, si allarga come fosse un'erba infestante. E non resta altro. Non resta altro che lui, ovunque.

Settimana prossima torno in Italia. Settimana prossima, per la prima volta, non vedrò l'ora di atterrare a Milano. E sto anche iniziando a pensare di non tornarci mai più, qui.
A settembre ritornerò per un anno a casa, per un anno niente più di questa realtà esisterà più. Sarò sola, forsa per la prima volta, sommersa di ossessioni talmente lontane che non potrò nemmeno soffocarci.
Quello che temo è che mi mancheranno. Quello che temo, è che non ne possa fare a meno.
Solo per quello, cerco di rimanere incinta ogni volta. Perchè io, da te, non mi vorrei separare mai più.
E quasi non mi importerebbe che tu ci fossi o no. Mi basterebbe un figlio, a ricordarmi quanto forte premi dentro di me.
Quasi proverei gusto a rinfacciartelo.

Ma un figlio è una creatura, un figlio è qualcosa d bello. Ed io devo smetterla di pensare che tu lo sia, un qualcosa di bello.

venerdì 18 giugno 2010

Ecco a voi uno stronzo.

E io me ne sto qui, a farmi scrivere sotto dettato dal mio capo e il suo migliore amico, tutti ubriachi. Io me ne sto qui a farmi indicare da lontano e sentirmi dire "Ma guarda che schifo..cosa sei, una punk?!".
Sto qui a pensare che fino ad una settimana fa ero quella figa che si scopava l'ultima persona sulla terra che avrebbe potuto\dovuto scoparsi, fregandosene di tutti, e intanto uccidava se stessa facendosi scopare da uno ancora piu' stronzo di quanto lo fossi io con la mia migliore amica.

"Ehi, I missed you."

I was already ready to do everything for you baby, again. I was already ready to build on the ruins.
E tu? Dov'eri?
It seems you're spleeping. You sleep and I cry.
Perche' questo mi avevi chiesto, di poter riuscire a dormire. Sapere che volendo ci sarei ancora, ti basta a fa dormirti sogni sereni.
Non e' che mi vuoi, vuoi sapere di potermi avere.
Anche se questo vuol dire uccidermi. Mi strappi la tranquillita' di dosso.
I thought that I was the last thing on your mind before you went to sleep. I trusted it. Ma non e' stato abbastanza per renderlo reale.

A questo punto si tratta di scegliere tra te, la tua di tranquillita', e la mia.
A questo punto, chiunque se ne andrebbe da lui.
Ed io? Io che mi pongo la domanda solo perche' di istinto non me ne andrei, cerdondo anzi di avvicinarmi sempre piu' a te. Ma lo so che e' sbagliato, perche' fa male da morire; ma sono qui, e non mi muovo. E piu' mi fermo piu' brucia: dunque, devo decidere in che direzione correre, ora.
E temo sara' una pessima decisione.

lunedì 14 giugno 2010

Oh it's such a perfect day, I'm glad I spent it with you.

Bene. È trascorsa più di una settimana e ho tirato le somme di ben tre relazioni. Se sono incinta, in qualunque caso, nascerà alto, biondo, pallido, magro e con un profondo spirito da DDR, con tanto di feticismo per il jeans e la passione per il calcio balilla.
Sono stremata da tanta baldoria, eppure, l'unico giorno che ricordo è ieri.

Ci siamo visti.

Tutto come mi ricordavo, con cane e gatto, con la musica alta, la tv accesa, il pc acceso e una distesa di confezioni di ice tea e pacchetti di pueblo vuoti a perdita d''occhio.
Lo stesso odore.
Due cose sole sono cambiate: io e lui.
Con la voglia di scoprire come ne sarebbe potuto essere un nuovo noi.
La tua voce, mi ero dimenticata della tua voce. Mi ero dimenticata della tua pelle sotto le mie dita.
Come guardandoci da uno stesso corpo, il bisogno di recuperare ogni cosa bella, avendo bisogno solo di aggrovigliarci il più possibile.

Il tuo sguardo serio mi uccide. Perché ghigni? Perché non riesco a vederlo come un sorriso?
E ho la nausea, un buco nella schiena e sono sospesa per aria, con lo sguardo appannato.
Mi hai in pugno, di nuovo. Tu chiedi e io ti ascolto.
Prima chiedevi, dopo qualche ora, prendi e basta. Eppure lo sento che mi tieni stretta, sento che cerchi di baciarmi.

Mi copri e rotoli verso di me, sotto le coperte. E aspettarti dall'altra parte del letto, è una cosa di cui non riesco a far a meno. Incrociare le braccia al petto e farsele stringere dalle tue.

Come, come ti posso dire di no? Quanto sarei stupida a rinunciare a tutto questo solo per paura?
Che poi magari ti riavrò ancora per poco, ma forse allora mi basterà. Per ora, non è così; per ora, le regole le fai ancora tu.
Ma di paura non ne ho, che tu, per me, sei sempre stato dalla parte dei buoni.

venerdì 4 giugno 2010

When we were together she was the best I ever had...or maybe not.

Almeno, nel mio cervello. Ed e' un peccato che la memoria stia solo li' e mai nei dati di fatto.

"Puoi non essere il suo primo, il suo ultimo, il suo unico. Lei ha amato prima di te e potrebbe amare ancora.
Ma ti vuole bene ora, che altro conta? Non è perfetto, nemmeno tu lo sei, e voi due potreste non essere mai perfetti insieme. Ma se lei sa farti ridere, farti pensare due volte, farti ammettere di essere umano e di commettere errori, tienitela stretta e dalle tutto quello che puoi."

Questo lo diceva Bob Marley. Io che sono molto meno positivista, penso solo che non imparerò mai nulla dai miei errori. O meglio, imparerò, ma coi miei tempi. E i miei tempi equivalgono a quelli di un bradipo con una gamba ingessata.
Quindi, se a rigor di logica in questi mesi avrei dovuto imparare a odiarlo, in realtà sono ancora ferma esattamente al punto di partenza. Quello in cui non so nulla di te e posso ancora sperare che tutto andrà per il meglio.
Il tempo passa indifferente su di me. Fingerò che sia un elisir di giovinezza. Fingerò di non conoscermi e non giudicarmi.
Io, questa settimana, voto per una beata ignoranza.
Io, questa settimana, prenderò tutto quello che arriva. Poi, tra 7 giorni, ci penserò.