mercoledì 24 novembre 2010

No sense?

Ogni parola provoca un soffio senza che la neve toccasse terra la luna annega nel tramonto rosa senza inganni. Una ragazza buia che si intreccia i capelli sull’albero di ciliegie. Venne il biondo ed ogni asso tornò al suo posto sull’attenti, senza nulla chiedere.
Tremò la terra, sorpassando ogni sorriso e negando l’evidenza del guasto nervoso sparso sul muro della stanza. Alcuni vennero con un turbante bianco, qualche altro con delle rose tra le mani, tanto carnose da parere muoversi tra le righe del vento che rinchiude ogni dolce profumo di petalo della notte.
Credere alla notte come credere da soli a se stessi, senza pantere scarne che vagano la foresta scagliando le liane da legarsi al dito per portarsi al guinzaglio.
Ogni notte diventa un batuffolo di cotone tra la legna già odorosa di fumo cremato nell’ulna del morto.

Eppure sento ancora il suo respiro smuovere le foglie dagli occhi chiusi e le mani ben piegate sul comò senza chiedersi come si fa lo yogurt e quando il telefono cadrà .
È solo inchiostro e oro, crema e kiwi, dal lungo becco e piume infeltrite di tanto in tanto.
La cintura, la vita un tango, il poliziotto sotto la pioggia. Credevo fossero castagne di un tema autunnale quel ricordo di nonna dietro l’antina d’armadio di un beige tortura sottile che sottolinea il cielo negli occhi e le nuvole barocche che si infilano in ogni fessura senza lasciar nemmeno respirare.
Ogni goccia d’oceano ha il suo perché e cade in metropolitana quando nessuno la guarda.

Scheda di ogni logica in un frac che pesca un mare dentro un lago, un recinto nel porcile, una fogna nel tuo cervello. Credendo a ogni bue ad ogni carro anche se non tira alla ruota che all’incirca non si rompono mai. Credeva anche nella forma della parole alla distrazione.

Tra mano, righe e significato sovrapponendo le idee in costrutti d’animale durante una brutta giornata d’inverno quando escono le colline da ogni nuvola e il cielo di copre di carne e anima, senza nulla togliere ad un matto che guarda fuori dalle sbarre di ferro.

Segnare ogni sguardo tuo il dire punire il parco per averti rifatto iil naso senza spese per l’anno che verrà ancora di più quando le reti sono unificate sotto un solo astro e presto ne verrà un bernoccolo senza dall’orecchio sinistro.

martedì 9 novembre 2010

willst du wirklich immer nüchtern bleiben?

Che fosse sbagliato, non avevo dubbi. Di cosa sarebbe stato invece giusto, ne ho una vaga idea. Che fino a prima era un modo come un altro per farsi piacere, in una mente però malata che ne ha un bisogno prescindibile.
Ma che io sapessi, era un prima superato. Nella mia testa, è un prima talmente lontano da avere già sostituito l'autocritica con una nuova opinione: se il sesso poteva non essere una buona idea per piacere e sono riuscita a compensarlo con altro, il problema ora è capire che cosa sia il sesso, se non che un mezzo per essere invitata in casa altrui. E non avendo risposte, mi ero messa in stand-by, convinta che quando fosse venuto il momento, me ne sarei accorta.
Troppa, troppa stima ho di me. Perchè tenere pensieri sotto controllo non basta per evitare di fare stronzate e di starci male.
E' successo e mi sento sporca, mi sento d'averti pugnalato alle spalle, oltraggiato sostituendoti con un volgaretto qualunque. Uno di quelli che quando lo provi a abbracciare si scansa, che se sorrido guardandolo a sguardo aperto negli occhi mentre facciamo l'amore, non se ne accorge nemmeno. Perchè non è una cosa importante per nessuno, nè per lui nè per il prossimo. Non la prima volta, non con quel tono. Perchè il tuo è stato un impeto di una prepotenza che per te era ovvietà, dinnanzi anche ad una me completamente sbigottita.
Sarebbe potuto essere così dopo, se ci fossimo mai piaciuti sempre più, invece che decrescere senza indugio verso l'inferno. Invece è stato un subito di un potenziale troppo grande per due pischelli quali siamo.
Mi chiedono di continuare come nulla fosse successo. Ed io non riesco a sentirmi altro se non che una bambina a cui hanno rubato il gelato.
E' che non credo che fare la gnorri sia un consiglio che potrebbe dare chi sappia come si possa star bene.