mercoledì 16 febbraio 2011

Bisex or just sex?



Giusto per star bene. Giusto per non rinunciare a nulla. Giusto per non dire mai di no. Giusto per non comportarmi da sbronza solo quando bevo. Giusto perchè la bellezza è bellezza e la magia è magia e tu le rispecchi entrambi.
E per qualche strana ragione le vedi anche tu in me, e mi prometti  tulipani neanche fossi un uomo che mi sbava dentro il decoltè.
Ma tu no, perchè è da troppo che ci conosciosciamo e c'è stroppo legame extra fisico che ci fa ridere, sorridere e dormire insieme con pura gioia.

Epure ci penso a lei, sebbene ci siano sempre stati uomini che io stessa amavo, almente quanto lei, a separarci. Eppure ci penso, in modi consoni ed in altri meno.

Che s'ha da fare? Forse troppa astinenza?

Mah, attendiamo Pasqua, quando ci vedremo e forse capiremo.

Runnin' back home to write a song about us...even if I don't know you

Mi manchi fottuto figlio di puttana, mi manchi tu e mi mancano tutti quelli che sarebbero potuti essere e che che non sono stati. Che mi fanno girare in una Berlino minacciante neve in maglione. Uno, due, forse quattro. Ma pur sempre senza giacca, ma pur sempre morendo di freddo e vestita da Kurt Cobain, perchè tanto, chissene frega.
Io no di certo, che mi arrocco in un angolo della metro con la birra in braccio, aspettando di prendere il tram e vedere se sei ancora lì a lavorare.
Senza sapere come poter ritracciare l'altro, che chissà tra quali braccia, sicuramente splendide di qualche bionda tedesca emo qualunque, è andato a finire. Che poi lei inizierà a metterti in riga o scoparsi il tuo migliore amico. Ma che importa. Lei resta meglio di me comunque. Jenny, fottuto nome di merda.
E l'altro che si scopa le adolescendi nel backstage, credendosi Rick Springfield, col magone di approfittarne finchè si può, abbuffarsi perchè domani non si sa mai. Mentre con me gioca all'Accademia della Crusca, gioca al "io-ne-so-più-di-te-comunque".
Ed io che solo felice di avervi affianco, io che non potevo che sentire che anche per voi era lo stesso e per questo innamorarmi.
Io, che povera illusa, credevo che la realtà fosse quello che anche voi volesse.
Quella di tu che torni dal lavoro alle 5 di mattina e io che ti prearo una vasca di schiuma e una birra, io che prenoto un aereo il pomeriggio per la sera, solo per passare una serata con te, io che spero sempre che la prossima volta che ci vederemo pioverà e che staremo sospesi per aria ascoltando le nostre frivolezze d'amore.
Perchè è così che sarebbe, se solo voi foste persone più che ego.
Invece mi trovo ancora a dover comprare autoreggenti e parrucche per tenere la scena, per prestarvi novità. E lo farei lo stesso, che giocare mi piace, quando non è per essere scopata.
Pensare...pensare che lo abbiate fatto per carne, quando per me era piùchepoesia, piùchecarne, piùcherealtà.
Non so se aver pena di voi o arrendermi alla mediocrità delle cose. Non so se abbiate ragione voi credendo la vostra frivolezza una scelta oppure voltare lo sguardo per non trovarvi nessuno.

sabato 5 febbraio 2011

A rapporto con un quindicenne

Quando avevo diciassette anni, convivevo con un ventiseienne. Però, se stavamo insieme, è perché di anni di distanza, chi un po' in più e chi un po' in meno, non ce n'erano.
Ora che invece non ci sono stati né preliminari alla convivenza né decisione, la questione è diversa.
Perché prima c'è stato il giudizio, poi la conoscenza; ed in questo caso l'ottimismo e la fiducia son stati troppi.
Sopravvalutazione dove non serve e ignoranza assoluta su altro, in un risultato che è una lavatrice di bianchi-neri-rossi.
Come il fatto che vende il fumo. Hai quindici anni. A quindici anni io avevo il coprifuoco alle 23.30 e sgattaiolavo di nascosto sul balcone per fumare una sigaretta. Subito dopo, doccia.
Ed era bello così, per quanto mi sarei voluta sballare e pensar solo a quello, i miei genitori non me l'han permesso. Mi hanno obbligata prima ad aver degli obiettivi; poi è successo che sono diventata indipendente e me la posso gestire io. Però, una volta che i soldi di cui campo sono i miei e non di qualcuno che si è fatto il culo quadro per farmi vivere in una casa dignitosa e potermi permettere un mese di mare ogni estate.
Che quando lo scopri quanta fatica si fa, capisci che non ne vale la pena.
Che c'è di meglio a cui pensare e la canna può rimanere un piacevole sottofondo. Ma che uno sbarbino non pensi ad altro, non ha senso.

Si diverte pure a picchiare le persone.
“Com'è possibile che non hai mai visto due picchiarsi?”.
Forse non scegli la scena o i personaggi, ma dal palco ci sali e ci scendi con le tue gambine.

Non capisco. Non capisco quanto ancora possa peggiorare Milano quando finirà nelle mani delle prossime generazioni.