venerdì 8 aprile 2011

Che cos'è il tempo? è ciò che distingue l'uomo dall'animale.

La volpe dorme, si sveglia, cerca di procurarsi del cibo, spende in ciò tutte le sue energie, fa decine di chilometri al giorno. Rincorre le prede, scappa dai predatori. Cerca la tana. La sera è stanca, se ha mangiato abbastanza va a dormire, sennò continua nella sua ricerca.
Che cos'è il suo tempo? Non c'è, non esiste, è un continuo flusso teso ad appagare i propri bisogni essenziali. Il poco che rimane è riposo. La sua è assenza di tempo, e la chiameremo fase 1.

La scimmia vive in società: non essendo un animale solitario, ha meno difficoltà nel procurarsi il cibo e nel difendersi dai predatori. Dicontro, per vivere in società, dedica parte del suo tempo alle relazioni sociali, che è ciò che le permette di vivere in gruppo,senza il quale non avrebbe l'agio (ed il tempo) di cui sopra. Inquanto animale sociale, trasferisce parte delle sue energie dai bisogni essenziali a quelli (apparentemente) secondari. E' distratta dai bisogni primari e secondari, ma è più padrona del suo tempo perchè ha la scelta se dedicarsi principalmente ai bisogni essenziali orelazionali. la scelta è ciò che ci dà il controllo, il controllo cifa concepire il concetto di tempo, in uno stadio evolutivo che chiameremo fase 2.

Il contadino, che è la fase più fisicamente vicina alla nostra poichè l'umanità è nata e si è sviluppata ed è rimasta per migliaia di anni nella fase contadina, che chiameremo fase 3. Il contadino è senziente,è umano, è infinitamente più evoluto della scimmia ma allo stesso modoè altrettanto collegata al tempo "planetario". Il suo tempo è ancora principalmente dedicato alla sopravvivenza, cioè ai bisogni essenziali, ma certamente egli è consapevole del tempo e del suo scorrere, tanto da cominciare a esigere del tempo per sè. Ma il suotempo è scandito da tempi planetari su cui egli non ha alcun controllo. La notte, il giorno, le stagioni, le fasi lunari. La semina, l'aratura, il raccolto.
L'umano contadino non ha su di sè il peso del tempo, non sente di dover dare la propria legge al mondo. Non ha il peso della "libertà" che lo costringe a doversi inventare una propria etica. Egli segue i valori tradizionali, le stagioni come sonosempre state, il susseguirsi del lavoro dei campi, e non ha alcuna ragione per pensare che tutto questo è in continuo cambiamento. Egli si aspetta che il suo domani sia uguale al suo oggi, che è stato uguale al suo ieri.

Il consumista, che è la fase 4 dell'evoluzione, è il contadino che ha perso i suoi riferimenti ed è inondato di informazioni, stimoli,scelte, differenti stili di vita. Egli non è più evoluto del contadino, ma è il mondo intorno a lui che è cambiato, diventando confuso frammentario e labile al punto dacostringerlo a dover gestire, per la prima volta nella storia evolutiva, l'universo intorno a sè.
Piccola premessa: l'universo, di per sè, è inesplicabile,inconoscibile ecc. il contadino sapeva come affrontarlo grazie al suo bagaglio di etica, valori, comportamenti, chiavi sociali, tempiplanetari, spiritualità religiosa, rapporto con la madre terra eccecc. Egli quindi non doveva costruire da sè il proprio mondo, perchè la sua vita era già prefissata alla sua nascita. Il consumista non ha questa fortuna, questo scampare alla libertà. Egli non vuole costruire il proprio mondo (questo spiega la incredibile passione dell'uomo moderno per i totalitarismi, che sollevano l'individuo dal peso della propria libertà), ma non ha scelta: è nato in un'epoca in cui non c'è un'idea condivisasufficientemente stabile e ampia. deve trovare da sè la propria chiaveinterpretativa per costruire il mondo intorno a sè. In più, i continui stimoli che lo colpiscono gli fanno aumentare a dismisure i suoi appetiti terreni, infatti al contrario del contadino egli si fa ingannare al punto di dare per scontato che il suo domani debba essere migliore dell'oggi. Di qui la frustrazione, il malessere,l'alienazione ecc.naturalmente noi creiamo la realtà che ci circonda, anche quando ne siamo inconsapevoli, ma il consumista è bloccato da questo. Cerca un mondo stabile negli oggetti e nella materia, ma non lo trova. Anzi il mondo reale lo riporta sempre a sè, a confrontarsi con sè stesso, a dover decidere come essere, a dover CONOSCERE SE' STESSO.

Coloro che affrontano questo percorso e cercano la strada per conoscere se stessi e creare la propria chiave interpretativa della realtà, comprendendo il rincorrere la propria coda che tiene il consumista bloccato sempre allo stesso punto avviluppato nei propri desideri terreni che si rivelano sempre scatole vuote, costoro sono gli illuminati che passano alla fase 5. L'illuminato, che è la fase 5 dell'evoluzione della vita, ha compreso quanto sia inutile tentare di comprendere il mondo esplorando il mondo, ed ha compreso il mondo esplorando sè stesso. Sa che il mondo è illusione, che funziona attraverso regole non fisiche ma energetiche. Esplorando se stesso ha sentito come il mondo sia una cosa sola, come tutta la materia sia una cosa sola, come ogni forma di vita sia un acosa sola, come ogni essere umano sia una cosa sola. Tutto coincide in un punto ed avviene contemporaneamente. Egli scopre, per tornare al punto di prima, che il tempo non esiste.
Quindi aveva ragione la volpe! Ma non ne era consapevole.

A questo punto il tempo è solo la forma dello scorrere, la vita è un giro di giostra, l'etica è quella dell'amore verso se stessi e verso il mondo. L'ìlluminato è libero dal tempo, perchè sa che è solo il fiume sopra cui si sta navigando. è libero dal peso dell'etica, perchè vede la legge delle mondo e vede che essa premia le buone azioni, la decenza,la temperanza, la tolleranza, il rispetto verso di sè e verso glialtri. Come diceva Dante, vede "l'amore che muove i pianeti e le altre stelle", e non è costretto ad inventarsi e correggere e giustificarela propria etica ogni due minuti. Non si è però privato della libertà, anche perchè sarebbe impossibile se non involvendo. La stessa libertà che manda a male il consumista, per l'illuminato è la sola condizione di esistenza possibile. Egli è libero quanto la volpe, ma con in più la consapevolezza che il mondo è illusione, quindi non sente il richiamo dei desideri materiali.