lunedì 7 maggio 2012

Istituzioni prime: lavoro e famiglia - Perchè innamorarsi una volta nella vita quando lo si può fare ogni week end?

Non avevo capito, prima di varcare la soglia, come poteva coesistere nella morale comune l'idea del lavoro inteso come diritto, democrazia e realizzazione con quella che poi è la realtà. Tornare a casa alle 20, stanco, e guardare la TV con la famiglia finchè non ci si abbiocca. E l'aspetto positivo in cosa starebbe esattamente? Quando è che si esprime la propria realizzazione? La mia prospettiva della vita è di condivisione. Che quando muori, nient'altro di te resta se non che quello che hai dato agli altri. Il resto è tutto silenzio. Ora che sono dall'altra parte, mi sono staccata da inconcludenze e inutilità. Dall'inutilità del farsi tagliare in 2 un kebab per poi mangiarlo comunque, inevitabilmente, tutto, a quella delle relazioni. Dopo aver procrastinato decidendo di non vederlo più e poi trovarselo in cucina con un bicchiere di vino in mano. Che sono sempre io, che ti metto lì. Infatti ora, puf!, non ci sei più. E c'è un sacco di altra gente al tuo posto sai?! Che per quanto eri in grado di capirmi tu, tanto valeva uno che ha tutto il diritto di sbagliare a comportarsi. A quanto pare, questa era la strada giusta da prendere: che come ho fatto un attimo di pulizia, è arrivato il modo per sfruttare il via vai di casa e al contempo non avere la tristezza che contraddistingue un lavoratore medio. Sebbene questo significhi iniziare ad intendere il dovunque - nel quale si può giustamente incontrare chiunque - come il tuo bagno. Che più me di quando mi immergo nella vasca da bagno non c'è. Nel bene e nel male. Tutte le paranoie che avevo sono state spiattellate in un angolo celebrale-temporale talmente minimo che quasi quasi sono felice. Il resto è tutto musica e fare con voi, che con nessun altro potrebbe venire così bene. Bisogna forse far affondare la voglia di avere una relazione per iniziare ad avere delle persone da amare.